Le origini del paese, situato in una zona di lievi alture calcaree,
vengono fatte risalire al periodo messapico. Infatti moltissimi
reperti, venuti alla luce durante diverse campagne di scavi, ci
fanno presumere che l'antica Alexsias messapica, oppure Alytia
dal nome della madre patria nella regione dell'Acarnania, doveva
avere una certa importanza tanto che, successivamente, scrittori
come Strabone che ci parla di Aletium e Plinio il vecchio che
ci parla del popolo aletino fanno pensare ad un paese colto, ricco
e popoloso dedito all'agricoltura e al commercio. Queste prerogative
crebbero di importanza quando si costruì la via Traiana,
proseguimento salentino della Appia che finiva a Brindisi. La
strada traianea mise in contatto Brindisi con Otranto-Castrum
Minervae, il promontorio iapigio (Leuca), Veretum, Ausentum, Anxa
(Gallipoli), Aletium, Neretum, Taranto congiungendo l'estremo
Salento a Roma contribuendo ad aumentare i traffici commerciali.
prima rinascita
Se molto conosciamo del periodo messapico, vi sono infatti tracce
fin dal VII secolo a.C e del periodo romano, poco si sa del periodo
successivo perché durante i vari saccheggi e scorrerie
i barbari Visigoti, Eruli, Vandali e Goti seminarono distruzione
e morte ovunque lasciando il luogo dove sorgeva la messapica Alexsias
abbandonato per un lungo periodo.
Ritorniamo alla storia del paese per ricordare che dopo più
di un secolo nel 1384 i gallipolini che avevano fatto rinascere
il casale lo abbandonarono per tornare alla madre patria lasciando
deserto il casal d'Alezio; infatti mons. Pelegro Cibo durante
la sua visita pastorale del 1567 parla dell'esistenza di due chiese
una dedicata a S. Pietro detto "Cucurizzato" dalla forma
piramidale della cupola e quella di S. Pancrazio che racchiudeva
all'interno il famoso pozzo ancora esistente nel fondo Raggi con
le cui acque furono battezzati i primi cristiani della zona. Egli
comunque descrive il Casal d'Alezio come vecchio e diruto.
Successivamente mons. Alfonso Errera tra il 1576 ed il 1585 occuperà
alcuni giardini per farne dei luoghi cosiddetti "di delizia".
seconda rinascita
Bisogna aspettare purtroppo fino al 1714-15 per vedere la rinascita
di Alezio quando il dottore in legge Gabriele Carlo Antonio Coppola
proprietario di alcuni appezzamenti di terreno li concede in enfiteusi
perpetua a dieci contadini con l'espresso desiderio di costruire
delle case che non dovevano essere rurali ma civiche e gli stessi
enfiteuti non potevano tenere bovi, vacche, capre o altre bestie
dannificanti, ma solo bestie come somari ,cavalli e muli . A questa
concessione seguirono quelle fatte dal munifico Francesco Alemanno
detto il "picciotto" ad alcuni latifondisti tra cui
ricordiamo la famiglia Tafuri di cui parleremo in seguito dell'antico
palazzo, attuale sede del museo civico messapico di particolare
interesse storico-architettonico.
Quindi grazie all'apporto del Coppola e dell'Alemanno si ridette
slancio alle attività agricole e commerciali si passò
dai 200 abitanti del 1742 ai 2626 del 1852. In questo periodo
il casale venne denominato Villa Picciotti in onore dell'Alemanno
che aveva permesso l'ennesima rinascita, infatti, troviamo come
primo emblema di Alezio due bambini presi per mano (picciotti)
come vengono descritti da un cronista della metà del 1800
parlando della storia aletina.
L'attuale emblema, l'araba fenice, che fotografa nel migliore
dei modi le varie rinascite del paese porta nel cartiglio lo scritto
"Post fata resurgo".
alcune teorie toponomastiche
Una seconda teoria che riteniamo la più veritiera è
quella legata alla vicina Gallipoli che era un porto di rilevante
importanza tra XVII e XIX secolo dove si batteva il prezzo dell'olio
per l'intera Europa. Infatti qui nacque il famoso sapone di Marsiglia,
con l'uso di mischiare il sotto prodotto della lavorazione delle
olive da cui non si poteva ricavare più l'olio (la murga)
con la soda . Ecco perché sarebbe più giusto chiamarlo
"sapone di Gallipoli" e non sapone di Marsiglia. In
quel periodo, infatti, diversi marinai di origine siciliana andarono
ad abitare nella vicina Alezio tanto che quando dai paesi vicini
si andava ad Alezio si diceva andiamo "alli Picciotti"
e gli abitanti divennero ben presto picciottari.
Riguardo questo dobbiamo ricordare che grazie a questi marinai
nacque a Gallipoli la prima ed unica e non più esistente
tonnara pugliese, nella zona detta "Fontanelle" luogo
dove, in passato, c'erano le terme romane .
Il 30 gennaio 1854 finalmente Alezio tornò ad avere una
autonoma amministrazione comunale staccandosi definitivamente
da Gallipoli. Il 1° luglio 1873 ritornò anche il vecchio
nome di Alezio dopo che, come abbiamo già riferito, fino
a quel momento il paese veniva denominato Villa Picciotti.
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