Vogliamo ora far parlare di un personaggio sconosciuto, tale Matteo
Perez , pittore ed incisore, che nella sua vita si è riempito
di onore e gloria, facendo grandi opere prima nella bottega di
Michelangelo, dove crebbe artisticamente e poi all'estero dapprima
a Malta e successivamente in Sud America. Di lui si conserva un
ritratto fattogli da Giacomo Palma il giovane a New York. Matteo
Perez nacque nel 1547 nel Casal d'Alezio; poco prima dei 20 anni
abbandonò la sua patria e si trasferì a Roma nel
1566. Matteo Perez d'Aleccio, così firmò le sue
opere, ben presto divenne il più carismatico degli allievi
di Michelangelo, impegnato a Roma nei lavori della Cappella Sistina.
E, infatti, opera di Matteo Perez un Sant'Antonio circondato dai
demoni ed un S. Michele, visibili all'interno della celebre la
Cappella Sistina. Nel 1573 entrò a far parte dell'accademia
di S. Luca e lavorò per due papi: Pio V (1566-1572) e Gregorio
XIII (1572-1585).
Lasciò Roma e, dopo una breve pausa a Napoli, nel 1576
sbarcò a Malta compiendo opere straordinarie; sicuramente
tra queste le dodici tavole sul grande assedio di Malta da parte
dei Turchi avvenuto nel maggio del 1565 che adornano la sala del
consiglio supremo del palazzo magistrale nella capitale La Valletta,
luogo deputato alle cerimonie di maggior rilievo.
Perez finì la sua vita in Perù, dove morì
nella capitale Lima nel 1616.
Era doveroso ricordare un figlio di questa terra, poco conosciuto
ma stimato ed onorato che ha dato lustro con le sue opere alla
sua città.
la chiesa matrice e altri monumenti principali
La costruzione della parrocchiale su disegno dell'ingegnere Turco
fu iniziata nel 1838 in una posizione più centrale rispetta
a quella in cui si trova la Lizza. La chiesa dedicata alla Madonna
Addolorata fu terminata nel 1875. Nel frattempo tra il 1838 e
il 1840 fu costruito l'orologio pubblico che costò lire
3.825 anticipate dal cittadino benemerito Saverio Muia.
Ricordiamo palazzo Tafuri con il suo stemma che rappresenta un
albero di quercia con due fulmini che non riescono a colpirlo
e che campeggia sul portone di ingresso e con le volte delle stanze
una diversa dall'altra di cui una a croce di Malta.
Della nobile famiglia Tafuri rimane un dipinto, attribuito a Reni,
che forma la pala nell'altare destro della chiesa della Addolorata.
Il palazzo è ora sede di un museo civico messapico che
con altre prerogative del paese come i giardini delle ville, la
lavorazione artigianale del carparo, gli agrumeti, ed infine ma
non per ultimi i vini corposi (infatti, la zona di Alezio ha la
denominazione d'origine controllata (D.O.C.), prodotto nelle qualità
che vanno dal rosato al rosso, al rosso riserva raccolto anche
nelle campagne di Tuglie, Sannicola e Gallipoli) può sviluppare
in paese un forte richiamo turistico che può portare nuova
linfa ad Alezio con una migliore organizzazione e promozione del
territorio.
Vogliamo qui ricordare un passo del romanzo di Maria Corti "L'ora
di tutti" edito da Bompiani, in cui si fa menzione del dolce
e corposo vino di Alezio che Ayerbo d'Aragona, governatore spagnolo
ad Otranto, in quel terribile 1480, consuma in gran quantità
brindando nelle occasioni più importanti.
|