A partire dagli inizi del 1700 vi fu una riorganizzazione dell'habitat
rurale che si concretizzò nella realizzazione di aristocratiche
residenze campestri usate dalla nobiltà di Gallipoli per
trascorrere lunghi periodi di villeggiatura, quindi ville, casine
e casini caratterizzarono il paesaggio. Il fattore comune è
l'esaltazione del giardino chiuso, interpretazione poetica del
tipico giardino all'italiana, dove l'elemento naturale e l'elemento
artistico si combinano per creare sorprendenti scenografie, pozzi
monumentali, fantasiosi padiglioni con pergolati, raffinati sedili
in pietra, riposanti ed accoglienti coffee-house, geometriche
intersezioni di vialetti, dove comunque il pozzo è il monumento
principale. Altro notevole interesse suscita il portone d'ingresso
costruito spesso con la dura pietra locale il carparo, quasi un
biglietto da visita per chi si appresta ad entrare. |